
Foto di gruppo con Elisa Di Francisca e Stefano Cerioni
16/10 - Lunedì 20 dicembre l'appuntamento è al Palazzetto della scherma di via Solazzi. Alle 16 e 30 il via alla "giornata della condivisione" con la gara di Natale dei "debuttanti", alle 18 la premiazione con la consegna del "codice atletico", a seguire la Messa con il vescovo di Jesi Gerardo Rocconi e, per chiudere, lo scambio degli auguri con un buffet preparato dai genitori dei ragazzi del Club scherma Jesi. E ora la lettera rivolta dal presidente della società, Alberto Proietti Mosca, a soci ed atleti.
Carissimi Soci,
La giornata della "condivisione dei valori" anche quest’anno si terrà in prossimità del Santo Natale e precisamente lunedi 20 dicembre. A portarci gli auguri ed insieme un sorso di ottimismo per rafforzare le nostre buone intenzioni sarà colui che consideriamo il nostro assistente spirituale in quanto ha condiviso la nostra iniziativa fin dalla prima edizione, il Vescovo di Jesi Gerardo ROCCONI, che celebrerà la Santa Messa alle ore 18.30. Il filo conduttore della nostra giornata sono i Valori, non solo quelli espressi nello svolgimento dell’attività sportiva ed impressi nella pergamena che andremo a consegnare ai principianti, ma quelli che dovrebbero contraddistinguere il nostro operato nella vita di tutti i giorni.
I buoni sentimenti non debbono emergere solo per Natale: l’amare, il condividere , il dare non sono da mettere da parte come gli addobbi, le lucine e i fili d’argento in qualche scatola su uno scaffale per poi riprenderli l’anno dopo, ma debbono albergare nel nostro cuore per tutto l’anno. Il vero Natale non deve essere travisato e non si deve ridurre il tutto a palline di vetro colorato e luminarie multicolori. Oggi constatiamo che il vero significato, l’incarnazione dell’amore rappresentata dalla nascita di quel Bambino che ha segnato l’umanità, è passata in secondo piano , è solo diventato un ricordo radicato nelle tradizioni delle persone più avanti con gli anni, al Gesù bambino si è sostituito Babbo Natale. Ogni cosa è diventata un “business” anche il Natale. E quel che peggio è che pure i nostri ragazzi si sono abituati a questo mercato e sempre più intendono la festa più bella dell’anno come una rincorsa al fare ed al ricevere il regalo più bello. Babbo Natale è una figura mitica. Il mito di Babbo Natale è tratto dalla figura storica , del vescovo turco San Nicola, che, secondo i resoconti, nella sua vita diede esempio di grande generosità, donando ai più poveri nei momenti del loro massimo bisogno.
Il Babbo Natale moderno è quanto di più lontano vi possa essere della Natività ed anche , paradossalmente dalla stessa storia della vita del Vescovo. San Nicola donava ai più poveri quel che essi più di ogni altra cosa necessitavano . Noi doniamo ai nostri cari per lo più cose inutili o superflue. Dov’è andato a finire il Natale della nostra infanzia? Dov’è il Natale con la tavola imbandita di quei sapori che nei precedenti 364 giorni non gustavi? E dov’è quel Natale che aspettavi contando i giorni per indossare finalmente qualcosa di nuovo? E la magia che si creava in casa , quando con i genitori si tiravano fuori gli addobbi e si ricordava quando si era acquistata quella pallina , quell’angioletto e tra il muschio si ponevano le statuine del presepe? Non si ripete più. L’albero è diventato come un capo alla moda ( ogni anno se ne fa uno diverso con gli addobbi in tinta con i colori in voga) E cosa dire del presepe che è quasi sparito dalle nostre case. Dov’è fuggita l’armonia dello stare insieme e del volersi veramente bene. Il troppo benessere ha offuscato i veri valori della vita e quindi anche il vero valore del Natale.
Spesso in relazione alla crisi economica , si sente dire o si legge che senza regali il Natale non è un vero Natale. Ma probabilmente , solo rinunciando ai regali superflui potremmo ricominciare a scoprire il vero senso di questa festa. Ben vengano le azioni di solidarietà, come quella promossa da noi anche quest’anno con la raccolta di fondi a favore dei più bisognosi, ma non ha significato il donare qualcosa a Natale se poi per un anno intero non ci si interessa di chi soffre o chi si trova in difficoltà, è facile amare chi amiamo, più meritevole comprendere chi non sopportiamo.
E allora quest’anno sotto all’albero insieme ai soli regali utili scrolliamoci di dosso l’odio ed il rancore, ci sentiremo più leggeri e più felici e senza dubbio meno insoddisfatti, questo in fondo è il vero Natale.
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