
Antonio Novelli con la tuta dell'Us
Acli Scherma, costituita nel 1961Sono gli
anni pioneristici delle trasferte frugali, dei primi titoli regionali e dei primi campionati italiani di categoria. «L'agonismo tra di noi non mancava, ma non ci sono mai stati screzi e l'invidia non esisteva - racconta un allievo di quegli anni, Angelo Macchi - Il merito era di Triccoli. Io lo sentivo il suo piacere di insegnare, la sua umiltà, la sua disponibilità. Il seme dei grandi successi è stato piantato allora».
Nel 1961 Triccoli si laurea ufficialmente
maestro di scherma.
Si succedono tre presidenti in pochi anni: Gerardo Ramini, Rolando Bonjean e Angelo Romagnoli. Nel 1964 la presidenza viene affidata al maestro elementare
Lamberto Magini, consigliere comunale della Dc, che nel 1966 avvia le pratiche per la costruzione della palestra della scherma. Nello stesso anno arriva il
primo tricolore della storia schermistica jesina:
Luigi Lenti vince a Roma il titolo italiano allievi di spada. Presto sarà il fioretto a salire sul podio delle categorie giovanili, con Antonio Novelli, Maria Cristina Triccoli, Gabriella Fracassi, Annarita Sparaciari e Susanna Batazzi.
Il 1973 segna l'apertura del Palazzetto di via Solazzi e l'arrivo del maestro Giulio Tomassini chiamato dalla Federazione ad affiancare Ezio Triccoli.
Jesi è ormai salita agli onori della cronaca schermistica. Nel 1975 arriva il primo trionfo internazionale con l'argento di
Susanna Batazzi ai campionati mondiali "giovani" di Città del Messico. E sempre nel 1975, la società assume la denominazione di Club scherma Jesi.
Nel
1976 a Montreal, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, la squadra azzurra di fioretto femminile è composta interamente da atlete dello stesso club. Susanna Batazzi e Doriana Pigliapoco come titolari, Annarita Sparaciari come riserva in patria. Le tre più Marina Montelli regalano a Jesi, nello stesso anno, il titolo italiano di fioretto a squadre.