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La storia del Club /1
 

Palmiro Bini (anni '50-'60) in guardia
con la sciabola
Il primo capitolo di questa storia si svolge in una scantinato di Vicolo della Pace, di proprietà della famiglia Accursi. È lì che Ezio Triccoli, al rientro dalla prigionia in Sudafrica, tiene le sue prime lezioni di scherma su invito di due studenti, Plinio Accursi e Luigi Fossa Margutti.
Il seme è stato gettato e nel 1948 dà il primo frutto. Il maestro Triccoli ottiene dal sindaco di Jesi Pacifico Carotti e dal Provveditorato agli studi la concessione della palestra Carducci. Due ore di lezione, gratuite, dalle 18 alle 20. Nasce il Gruppo Schermistico Jesino che contava allora otto iscritti. Due anni dopo, nel 1950, arrivano le prime gare ufficiali. «Triccoli voleva creare un gruppo con radici forti - raccontava qualche anno fa Carlo Fossa Margutti, fratello di Luigi - Da una parte era meticoloso e severo nell’insegnamento, dall’altra cercava un dialogo, scherzava, rideva, in modo da plasmare un ambiente che potesse costituire un richiamo per il maggior numero di ragazzi».
Una grana inattesa arriva però alla svolta degli anni ’50. Un manifesto di genitori e insegnanti invita a boicottare la scherma perché renderebbe i ragazzi scoliotici. Per superare l’impasse servirebbero conoscenza e competenza, che si materializzano nel ’53 con la nomina a medico condotto di Santa Maria Nuova (a pochi chilometri da Jesi) di Ignazio Cangemi, grande schermidore del periodo bellico. La sua presenza in palestra, a Jesi, anestetizza i timori e regala tre titoli regionali di fioretto e spada. La scherma è però una disciplina povera, insidiata dal boom degli sport di squadra. Alla fine degli anni ’50 il numero degli iscritti si contrae in maniera preoccupante e il Gruppo è costretta a trasferirsi nel teatrino delle Acli e dare l’addio della palestra Carducci. Nasce l’Us Acli Scherma Jesi. È il 1961.
 
 
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