
Annarita Sparaciari intervistata
dal giornalista Rai Mario Di Cicco I primi assaggi di gloria olimpica arrivarono nel 1976 a Montreal. Tre jesine (Susanna Batazzi, Doriana Pigliapoco e Annarita Sparacini) rappresentano l'Italia nel fioretto. E nel 1988 con
Stefano Cerioni arriva l'oro l’oro a Seul. È la prima volta di uno jesino sul gradino più alto del podio di una prova individuale all’Olimpiade. Già quattro anni prima a
Los Angeles, Cerioni aveva assaporato il brivido
della trofeo più ambito, ma allora lo aveva condiviso con gli altri fiorettisti della squadra azzurra. E si sa, vincere contando solo sui primi mezzi ha un sapore tutto diverso.
Il Club scherma di Jesi vanta ormai un rapporto consolidato con i Giochi Olimpici. Da
Montreal 1976 a
Pechino 2008 atleti e atlete della scherma jesina hanno sempre centrato la convocazione azzurra.
Ma non si vive di sole Olimpiadi. La bacheca del Club scherma parla di altri successi memorabili e di pionieri, come
Clara Vecchietti Massacci, la prima jesina a tirare di scherma nel 1948.
«Passo avanti, affondo, alzare il fioretto e colpire sulla schiena. Triccoli lo faceva provare decine di volte - raccontava qualche anno fa - Era un’azione insolita, difficilissima, che in gara usavamo col contagocce. Quando in televisione l’ho vista eseguire da Cerioni e dalla Trillini, ho provato una sensazione stupenda». Il primo tricolore della storia del Club è datato 1966: Luigi Lenti si aggiudica a Roma il campionato allievi di spada. Due anni dopo, Antonio Novelli vince il titolo nazionale di terza categoria nel fioretto. Tra gli anni settanta e ottanta c'è l'esplosione dei talenti formati dal maestro Triccoli.